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LA STANZA ROSSA
TREVISO


FRANCESCO PIAZZA, “il fascino dell'inedito”

 

copertina zuccon

Francesco Piazza è conosciuto, certamente, per la sua luminosa pittura ad olio, ma il suo successo si è concretizzato, soprattutto,con le opere incise all’acquaforte nel periodo che va dal 1974 al 1995. Molti sanno anche, che , sostenuto e condotto da Giovanni Barbisan, si era dedicato alle stesse tecniche in giovane età.
Ma che avesse una particolare passione per la figura femminile espressa con il disegno a matita e una altrettanto particolare predilezione per dipingere su tavolette di piccolissimo formato, sono pochissimi a saperlo e quasi nessuno ha avuto il privilegio di vedere queste opere.

Meritoria, e ben accolta dalla Fondazione Feder Piazza, è quindi la proposta della Galleria WebArt di allestire una esposizione con queste opere di Francesco poco conosciute e per lo più inedite.

Francesco Piazza incide la sua prima acquaforte, della quale si è purtroppo perduta traccia, nel 1948, all’età di diciassette anni. Quella data sarà fondamentale per la sua vita perché, oltre che marcare l’inizio di una grande avventura artistica, segna anche l’avvio di una profonda amicizia che terrà l’artista legato per tutta la vita al grande incisore trevigiano Giovanni Barbisan.

In questa esposizione sono presentate per la prima volta le incisioni di quel felice e, per Francesco, spensierato periodo che si concluderà nel 1956 allorchè abbandonerà per quasi vent’anni l’attività di incisore. Intraprenderà quella di grafico pubblicitario in una delle più importanti agenzie di allora, per poi avviare uno studio suo, personale.

L’interesse di Giovanni Barbisan per il giovane artista non si era limitato esclusivamente all’insegnamento delle tecniche incisorie, ma, avendo intuito le notevoli abilità di Francesco, e avendo anche preso conoscenza della sua innata pigrizia, stampava lui stesso le matrici nel suo studio per poi farle lui stesso incorniciare.

Quelle che, a suo parere, destavano maggiore interesse le inviava a mostre e concorsi riguardanti le tecniche del bianco e nero che all’epoca erano piuttosto frequenti. È così che Francesco si è ritrovato, quasi a sua insaputa, vincitore del primo premio a Cittadella PD nella più importante rassegna per gli incisori di quegli anni e ha avuto la soddisfazione di vedere alcune sue incisioni esposte alla Biennale di Venezia del 1956. Alcune delle incisioni esposte in questa mostra sono ancora nelle cornici originali.

Per dare il senso della continuità e dell’importanza dell’attività di incisore nella sua vita, sarà esposta anche l’ultima delle seicentocinquanta acqueforti incise da Francesco, Alberi in giardino, che conclude, nel 1995, il suo percorso artistico.

In un angolo di questa lastra ha voluto incidere la citazione di un versetto del salmo 36, Stà in silenzio davanti al Signore. È un’acquaforte che si rivelerà profetica riguardo al suo futuro. Colpito da ictus rimarrà per dodici anni quasi immobile e privato della parola.

Nella rassegna troveranno posto altre opere che raramente hanno varcato la soglia del suo studio. Sono velocissime impressioni che hanno come soggetto la figura femminile, tratteggiate con un segno sicuro e nello stesso tempo delicato, di matita o di carboncino. Francesco diceva che gli servivano per esercitare la mano. Diceva anche che era fondamentale, quasi obbligatoria per un artista, esercitarsi nell’ indagare il carattere, la personalità, il mondo interiore della persona ritratta facendo scorrere sul foglio un semplice segno senza far intervenire il colore. Nell’archivio della Fondazione Feder Piazza sono catalogati un migliaio di fogli che raccontano questa sua abilità e questa sua passione.

Francesco, quando raccontava la sua pittura, affermava che, per provare quella sensazione di infinito che si percepisce quando si contempla la natura, non è necessario immergersi nei grandi paesaggi, in stupefacenti tramonti, ma è sufficiente porre attenzione allo spazio ridotto di un prato o di un’aiuola. E, altrettanto, per esprimerne la poesia non servono grandi tele, ma sono sufficienti tavolette di piccole dimensioni.

La piccola dimensione è stata una sua passione giovanile poi ripresa in età matura. Se da giovane amava girovagare per le colline dell’asolano, per la campagna attorno a Treviso o sulle grave del Piave, con il cavalletto-zaino portatile, per esaltare con la sua tavolozza uno scorcio di paesaggio o fermare l’impressione di una luce particolare, nella maturità non è mai uscito dal suo giardino. Amava ritrarlo su tavolette di minime dimensioni per proporre a noi quella che, con felice intuizione, Gian Domenico Mazzocato ha definito l’aura grande del “piccolo”.

Tutto questo viene ora proposto in questa piccola, ma significativa mostra nella Sala Rossa della Galleria WebArt ed è una preziosa occasione per conoscere aspetti della personalità di Francesco Piazza finora rimasti segreti.


8 - 28 maggio 2021

Presentazione a cura di:
Lino Bianchin e
Gian Domenico Mazzoccato

In collaborazione con la Fondazione Feder Piazza

fondazione feder piazza


progetto mostra a cura di:
Franco Fonzo

Rassegna on line - visita su appuntamento telefonico al
328 4851819 - 0422 430584

Barchessa Villa Quaglia - Viale XXIV maggio 11, Treviso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Piazza

 

 

Francesco Piazza

 

 

 

 


L’AURA GRANDE DEL “PICCOLO”

Com’è ricca questa terra di piccole e buone cose
piccole e perfette e ben riuscite
(Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra)

Gian Domenico Mazzoccato

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LA MOSTRA
         
Astri in fiore_92 mm 110x150
Controluce d'autunno_92 mm 110x150
Legnaia_91 mm 110x150
Campagna veneta 1951 mm 150x1900
La rocca di Asolo 1951 mm 115x165
         
Verso Santa Bona Vecchia 1955 mm 97x152
Siepe in primavera 1956 mm100x185
Ciclamini fra l'argenteria 1956 mm140x130
Crochi_93 mm 110x1500
Granturco a S.ta Bona_93 mm 110x150
         
Studio di figura
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Con la collaborazione di

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www.emmecisistemisrl.com
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